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Adrenalina
Autoaffermazione
Amore
Agorafobia
Afasia
Affettività
Aggressività
Allucinazione
Anale, fase
Analisi e
Autoanalisi
Anamnesi
Andropausa
Angoscia
Anoressia
Ansia e
Angoscia
Autoanalisi
Autocomando
Autocontrollo
Autodisciplina
Autogestione
Autostima
Bisogno
Borderline di Personalità
Bulimia Nervosa
Carattere
Cervello
Charcot,
Jean Martin
Claustrofobia
Colloquio
Complesso
di Edipo
Complesso
di Elettra
Conscio
Consulenza
Controtransfert
vedi
Transfert
Delirio
Demenza
Depressione
Desideri
Diagnosi
Diniego
Empatia
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Energia
Eros
Erotismo
Fobia
vedi
Paura
Freud, Anna
Freud, Sigmund
Frustrazione
Gelosia
Gruppo
Identificazione proiettiva
Impotenza
Imprinting
Impulso
Inconscio
Infarto
Innamoramento
Insonnia
Introiezione
Introspezione
Invidia
Io, Es, Super-Io (EGO)
Ipersonnia
vedi
Sonno
Ipocondria
Ipertensione
Ipofisi
Isteria
Istinto
Janet Pierre
Jung, Carl
Gustav
Klein, Melanie
Lapsus
Libere Associazioni
Malattia
Meccanismi di difesa
Medicina
Memoria
Memoria
Dichiarativa e Procedurale
Menopausa
Narcisismo
Negazione
Neurotrasmettitore
|
Nevrosi
Obesità
Omosessualità
Orgoglio
Ormone
Ossessione
Panico
Paranoia
Paura
Personalità
Preconscio
Presunzione
Proiezione
Psicodinamica
vedi
Psicologia Dinamica
Psicologia
Dinamica
Psiconeuroimmunologia
Psicopatologia
Psicosi
Psicosomatica
Psicoterapia
Regressione
Resistenza
Rimozione
Salute
Schizofrenia
Schizoide
Sessualità
Sistema
immunitario
Sistema
nervoso
Sonno
Terapia
Test
Transfert
Trauma
Tumore
Umorismo
Valutazione
Winnicott, Donald Woods
Wundt, Wilhelm
Zone Libidiche |
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Adrenalina:
ormone prodotto dalla midollare delle ghiandole surrenali e, in misura
minore, dai neuroni del S.N.C., che stimola l'attività cardiaca, aumentando
la pressione arteriosa, dilata i bianchi e le pupille, mentre ha effetti
vasocostruttori sulle arterie viscerali.
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Autoaffermazione: è il primo e più
importante modo di osservare la propria autoaffermazione consiste nel badare
al raggiungimento del proprio successo psico-fisico; E' regolata dalla
conoscenza che ha di sè stessi!
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Agorafobia:
fobia per gli spazi aperti. L’ansia che insorge quando si tratta di uscire
di casa da soli può essere lieve o giungere a vere proprie crisi di panico,
che possono portare a svenimenti. E’ più frequente nelle donne che negli
uomini, l’agorafobia insorge tra i 15 e i 35 anni, tende a peggiorare
durante i periodi di depressione ed attenuarsi in età avanzata.
-
Afasia:
Disturbo del linguaggio, la
conseguenza è dovuta ad una lesione cerebrale.
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Affettività:
sfera dei sentimenti e delle emozioni che interagisce con la sfera motoria e
con quella intellettiva da cui si distingue solo astrattamente.
-
Aggressività:
termine che è utilizzato, quasi sempre, per descrivere comportamenti umani
negativi. Aggressività Negativa: si può riassumere in una sola parola: “Violenza”.
Aggressività Mista: è l’energia aggressiva che promuove i conflitti, dai
quali scaturiranno tutti i sintomi ed i disturbi psicosomatici in genere.
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Allucinazione:
percezione di qualcosa che non esiste e tuttavia è ritenuto reale. Le
allucinazioni più frequenti sono quelle che investono gli organi di senso e,
in particolare, la vista e l’udito.
-
Amore: E' un bisogno primario
necessario, rappresenta uno dei risultati migliori che un Essere Umano possa
esprimere e donare a sè e agli altri. Si sviluppano le proprie capacità e si
è indotti ad agire. Si genera da Energia Vitale Umana, se non esiste la
psiche, l'amore non si potrebbe creare. E' il sentimento per eccellenza,
certamente il più diffuso, lo psico-fenomeno più importante per la
vita umana, dalle mille definizioni ed interpretazioni. Secondo Giovanni
Russo, medico e psicoterapeuta psicodinamico, l'amore può prevedere
l'analisi degli psico-fenomeni prodotti dall'interazione dei seguenti
elementi: psiche e corpo.
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Anale,
fase: Periodo della vita (dal secondo al terzo anno) di un bambino
caratterizzato dall'interesse per il proprio corpo e per l'espulsione delle
feci.
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Analisi
e Autoanalisi: termine Analisi che deriva dal greco anamyo, il quale
significa” sciolgo” e si riferisce al procedimento che tende a risolvere un
tutto nei suoi elementi costitutivi. L’analisi classica, ideata da S. Freud
riguarda eminentemente il trattamento delle nevrosi, perché, a differenza
delle psicosi, nelle nevrosi c’è un Io in grado di reggere il trattamento
analitico e di collaborare con l’analista per tutto il corso della terapia,
di cui a priori non è decidibile la durata. Invece l’autoanalisi è un
indagine condotta da sé su di sé mediante procedimenti psicoanalitici quali
le associazioni libere, l’analisi dei sogni, l’interpretazione dei
comportamenti.
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Anamnesi:
La storia dello sviluppo di una persona, con particolare riferimento alle
sue malattie e ai suoi disturbi. Si svolge di solito nel primo colloquio con
un paziente che poi effettuerà una terapia.
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Andropausa:
Cessazione dell'attività sessuale nell'uomo maturo; può anche essere solo
temporanea.
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Angoscia:
E' una emozione molto violenta e sgradevole di paura senza un oggetto
specifico, accompagnata da un corteo somatico imponente come: mancanza
d'aria, tachicardia, sudorazione, tremori, ecc. Sul piano psicodinamico
l'angoscia è collegata alla paura catastrofica di una perdita. L'ansia
invece è un segnale d'allarme che può insorgere ogniqualvolta si teme una
crisi di angoscia. L'angoscia viene definita come uno stato di apprensione
sgradevole per qualcosa di negativo, che dovrà accadere anche se non ben
definito. L'angoscia e l'ansa praticamente sono presenti in tutta la
psicopatologia, con intensità maggiore o minore, e sono considerate cause
della maggior parte dei sintomi sia nevrotici che psicotici.
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Anoressia
nervosa: disturbo dell’alimentazione che consiste nell’ostinato
rifiuto di una normale e regolare assunzione. Il termine “anoressia”
significa propriamente “perdita dell’appetito”, ma in realtà questo sintomo
è di solito raro fino alla fase tardiva della malattia.
-
Ansia e
Angoscia: termine che è spesso assimilato a quello di ansia perché
la distinzione terminologica è reperibile solo nelle lingue di origine
italiana. Il termine angoscia è fondamentale nella teoria psicoanalitica di
S. Freud, che né fornisce una spiegazione psicogena. I disturbi d’ansia,
sono dei disturbi psichici caratterizzati dalla presenza di un eccesso di
ansia che interferisce con il normale svolgimento della vita quotidiana
dell’individuo. L’ansia rappresenta una condizione di generale attivazione
delle risorse fisiche e mentali del soggetto.
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Autoanalisi:
Analisi introspettiva di sè stessi attuata con metodi psicoanalitici o
psicodinamici.
-
Autocomando:
comando deriva dal latino “cum mandare”, affidare la responsabilità di
qualcosa a qualcuno. L’autocontrollo significa – affidare a sè stessi la
responsabilità della gestione di una vita corretta. In psicodinamica, l’autocomando
si acquisisce con la consapevolezza del proprio sapere che è fatto di
apprendimenti e con verifica di logica e che passano allo sviluppo corretto
dell’autostima.

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Autocontrollo: secondo U. Galimberti, è una capacità di dominare, selezionare,
coordinare o inibire i propri affetti, desideri o pulsioni affinché la
propria condotta non pregiudichi il raggiungimento di una o più mete
considerate altamente desiderabili per sé. Richiedendo un differimento di
piaceri e gratificazioni immediate, l’autocontrollo è rubricato dalla
psicoanalisi sotto la figura della sublimazione attraverso cui si sposta la
meta delle proprie pulsioni istintuali la cui immediata soddisfazione è
considerata inferiore ai valori socioculturali che ci si propone di
realizzare. Secondo G. Russo, l’autocontrollo
si acquisisce mediante un corretto sviluppo di pensiero (energia neutrergica
differenziata) al secondo terzo grado della riflessione di logica. Questo permette a propri istinti – bisogni energia vitale di essere
controllata e indirizzata correttamente per la loro manifestazione e per il
fine che deve raggiungere. "Controllo"
deriva dal francese "contròle" da "contre - role", che
significa riscontro, verifica. Di conseguenza, controllare se stessi
equivale a verificare i propri elaborati, magari con l’aiuto della logica,
per cercare di capire se le reazioni sono adeguate o meno allo stimolo, per
poi decidere se scaricare all’esterno le proprie emozioni. Solo nel caso in
cui si stabilisse di trattenere lo sfogo, si configurerebbe il "reato" di
repressione a danno proprio.
-
Autodisciplina:
deriva dal latino “discipulus” cioè modo di regola di insegnare.
L’autodisciplina: dare a sé stesso un modo o una regola, insegnandola. In
economia, l’autodisciplina è quel fenomeno in forza del quale una pluralità
di soggetti, aventi medesimi, obiettivi. Questa disciplina nasce
dall’esigenza dell’esistenza di un sistema articolato ed omogeneo di regole
di condotte riguardanti sia la propria struttura organizzativa interna, sia
i rapporti con terzi. Questo comporta l’adozione di un codice di
comportamento.
-
Autogestione:
dal latino – gestione – operare, amministrare.
L’autogestione = amministrare sé stessi
con conoscenze corrette che ci consentono di imporci disciplina e regole
adeguate per raggiungere un obiettivo. Da un punto di vista sociologico
l’autogestione costituisce una forma avanzata di democrazia aziendale.
Nell’autogestione vi è la volontà di rendere possibile a tutti i lavoratori
di prendere delle decisioni con conoscenza di causa e di stabilire un
rapporto più immediato e diretto possibile tra il lavoro e i suoi risultati
produttivi. Da un punto di vista psicodinamico con l’autogestione si realizza quel
collegamento diretto tra il pensiero e il comportamento utile e finalizzato
alla soddisfazione dei propri bisogni (feed back). Gestire sé stessi
elaborando scelte strategiche per l’appagamento delle proprie necessità
valutando, considerando e rispettando se stessi e l’ambiente in cui si vive,
utilizzando al massimo le proprie personalità. E’ proprio mediante l’autogestione che noi possiamo realizzare quei
comportamenti che portano: AUTODISCIPLINA, AUTOCONTROLLO E AUTOCOMANDO.
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Autostima:
Con il termine “autostima” indichiamo generalmente l’idea che abbiamo di noi
stessi, che rappresenta una componente fondante del nostro benessere
psicologico; è infatti noto che quando la nostra autostima risulta
ingiustamente autopunitiva oppure falsamente ingigantita, stiamo male non
solo con noi stessi ma anche con la realtà che ci circonda.

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Bisogno: I
Bisogni sono il “motore” dell’attività dell’uomo. Se riflettiamo su ciò che
ci spinge a compiere un’azione piuttosto che un’altra, ci rendiamo conto che
la causa risiede nei bisogni che sentiamo. Il Bisogno infatti è il desiderio
che spinge l’uomo a procurarsi quanto ritiene adatto a eliminare uno stato
di insoddisfazione.
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Borderline di personalità: è caratterizzato da instabilità degli
affetti, delle relazioni interpersonali e da marcata impulsività. Gli
individui con questo disturbo nutrono forti timori di abbandono e per
evitare abbandoni reali o immaginari compiono sforzi disperati che possono
includere azioni impulsive, come comportamenti automutilanti o suicidi.
Tendono a idealizzare protettori o amanti potenziali al primo o secondo
incontro, ma passano rapidamente dalla idealizzazione alla svalutazione
delle persone in quanto sono inclini a cambiamenti improvvisi o drammatici
della loro visione degli altri. Possono presentare un disturbo dell’identità
consistente in un immagine di sé marcatamente e persistentemente instabile,
con cambiamenti improvvisi di obiettivi, valori e aspirazioni. Durante i
periodi di stress possono manifestare ideazione paranoie o sintomi
dissociativi transitori.
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Bulimia
nervosa: disturbo caratterizzato da ricorrenti episodi di abbuffate
accompagnanti dalla sensazione di perdita del controllo: il soggetto non
riesce a smettere di mangiare o non riesce a controllare cosa e quanto sta
mangiando.
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Carattere:
configurazione relativamente permanente di un individuo a cui ricondurre gli
aspetti abituali e tipici del suo comportamento che appaiono tra loro
integrati sia nel senso intrapsichico che quello interpersonale.
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Cervello:
parte principale dell'encefalo costituita da due emisferi cerebrali, il
mesencefalo e il diencefalo, contenuta nella parte anteriore e superiore
della cavità cranica dei vertebrati.
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Charcot, Jean Martin (1825-1893) Illustre neurologo e direttore
dell'ospedale della Salpetriere di Parigi, fu il primo a descrivere molte
sindromi neurologiche. Usò gli stessi metodi dell'analisi rigorosa per
studiare l'Isteria. Charcot riteneva che fosse una malattia ereditaria del
cervello in cui le zone "isterogene" scatenavano le "stigmate" e gli
attacchi. Egli tentò la cura dell'isteria per mezzo dell'ipnosi, processo
che considervava suddiviso in una complessa serie di stadi e fenomeni. La
durevole importanza di Charcot per la psicologia e la psichiatria deriva non
tanto dalle sue opinioni, che furono ben presto confutate, quanto
nell'interesse che egli destò per lo studio delle nevrosi e il loro
trattamento. Fu una figura importante anche sul piano sociale, ebbe molti
amici medici e letterati, e le sue regolari dimostrazioni cliniche
attiravanon un vasto uditorio. Freud e Janet furono suoi allievi. (Dal
Vocabolario "Mecacci" Enciclopedia del Sapere).
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Claustrofobia:
Paura dei luoghi chiusi.
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Colloquio:
detto anche “intervista”, il colloquio è una forma d’indagine in cui la
raccolta dei dati avviene attraverso un processo di comunicazione verbale.
Nato come metodo di indagine nell’ambito delle scienze sociali, il colloquio
è stato adottato dalle scienze psicologiche come strumento di ricerca che
consente di trarre informazioni sulle attitudini, le conoscenze, le
aspirazioni e i conflitti di un individuo o di un gruppo. Ci sono varie
forme di colloquio: colloquio strutturato, è impiegato soprattutto per il
controllo empirico delle ipotesi, ed è utilizzato soprattutto nella
selezione e promozione del personale. Il colloquio diagnostico è un metodo
che mira all’aspetto qualitativo, anziché quantitativo dei dati. Il
colloquio terapeutico è una forma di intervista aperta che prende in
considerazione anche la sfera emotiva nell’interazione fra paziente e
terapeuta.
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Complesso di Edipo: Prende il nome della tragedia greca di Sofocle, Eipo Re, in cui il figlio uccide il padre Laio e sposa la madre Giocasta.
Indica l'attenzione sessuale, espressa con un desiderio di possesso
esclusivo, che un bambino prova nei confronti del genitore di sesso opposto,
la madre nel caso del maschio e il padre per la femmina (in questo caso
prende il nome di Complesso di Elettra). Il complesso di Edipo è un elemento
fondamentale intorno al quale si forma e si sviluppa la personalità e
l'identità sessuale di ciascuna persona.
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Complesso
di Elettra: Equivalente del Complesso di Edipo, ma in questo caso è
riferito alle bambine o ragazze.
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Conscio:
termine utilizzato sia come aggettivo e sia come sostantivo. Come afferma
Freud, si riferisce a tutto ciò di cui l’individuo è consapevole.
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Consulenza:
forma di rapporto interpersonale in cui un individuo che ha un problema, ma
non possiede le conoscenze o le capacità per risolverlo, si rivolge ad un
altro individuo, il consulente, che, grazie alla propria esperienza e
preparazione, è in grado di aiutarlo a trovare una soluzione.

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Delirio: idea o insieme di idee che, pur non avendo nessuna
corrispondenza con i dati della realtà, non cedono né gli argomenti della
discussione, né alle smentite dell’esperienza.
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Demenza: indebolimento delle facoltà mentali dovuto alla morte di un
numero rilevante di cellule della corteccia cerebrale che, ridotte, non sono
più in grado di consentire al soggetto di elaborare i dati della sua
esperienza in modo utile a svolgere le attività della vita quotidiana.
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Depressione: detta anche “melanconia” è
un’alterazione del tono dell’umore verso forme di tristezza profonda con
riduzione dell’autostima e bisogno di autopunizione.
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Desideri: Sono tutte
quelle spinte provenienti dalla società. Viene inteso come pulsione di
natura emozionale che spinge l'essere vivente alla ricerca di quanto possa
soddisfare un suo Bisogno fisico o spirituale.
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Diagnosi:
individuazione di una malattia attraverso l'esame obiettivo dei sintomi.
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Diniego:
Disconoscimento di dati sensoriali che permette di evitare la consapevolezza
di aspetti della realtà esterna difficili da affrontare.
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Empatia: (in tedesco: einfuhlung) è un termine coniato agli inizi
del Novecento ed indica la capacità di immedesimarsi al posto di un altro e
sentire le sue emozioni, i suoi desideri, le sue idee. Il concetto, nato in
ambito psicologico e sviluppato in particolare dal tedesco Theodor Lipps,
tende a dare una spiegazione della reazione psicologica ai fatti artistici
ed estetici. In base a questa teoria, grazie allo sviluppo di questa
particolare caratteristica chiamata empatia, uno spettatore guardando
un’opera riesce a compenetrarsi nell’animo dell’artista che l’ha creata,
rivivendo così il complesso emozionale che ha permesso la genesi di quell’opera.
L’empatia è la capacità di leggere fra le righe, di captare le spie
emozionali, di cogliere anche i segnali non verbali indicatori di uno stato
d’animo e di intuire quale valore rivesta un evento per l’interlocutore,
senza lasciarsi guidare dai propri schemi di attribuzione di significato.
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Energia:
potenziale do ogni essere vivente che può modificare l'equilibrio
psicofisico di un organismo.
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Eros: Uno degli
istiti primari dell'Uomo: l'istinto della vita (psicoanalisi di Freud).
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Erotismo: termine impiegato da S. Freud in
relazione agli eccitamenti e ai soddisfacimenti connessi all’attività
pulsionale e avvertiti da quelle specifiche zone erogene che sono poi le
aperture del nostro corpo sul mondo, per cui avremo un erotismo orale, anale
uretrale, fallico e genitale.
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Freud Anna: psicoanalista inglese (Vienna 1895
– Londra 1982) di origine austriaca. Figlia di Sigmund Freud, si volse
precocemente allo studio delle teorie paterne e nel 1922 fu accolta nella
Società psicoanalitica Viennese.
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Freud Sigmund: (Freiberg, Moravia, 1856 –
Londra 1939). Nel 1860 la sua famiglia si trasferì a Vienna, città in cui
Freud visse fino al 1938, dove morì l’anno dopo, all’età di 83 anni. Fin
dalla giovinezza, scrive Freud, divenne predominante, in me, l’esigenza di
capire qualcosa degli enigmi del mondo che ci circonda. Laureatosi nel 1881,
continuò la sua attività di studio e di ricerca con E. W. von Brucke, e
quindi con T. H. Meynert. Nel 1885 conseguì la qualifica di libero docente e
di seguire i corsi di J. M. Charcot alla Salpetrière di Parigi. Nel 1886, ci fu l’incontro con Breuer e gli Studi sull’Isteria; poi nel 1900
nasce la psicoanalisi; scrive i suoi primi testi il quale il primo fu
“L’interpretazione dei sogni”; segue nel 1901 “Psicopatologia della vita
quotidiana”, poi si passa ad una dimensione sessuale dell’esistenza con il
suo libro i “Tre saggi sulla Teoria sessuale” (1905). Segue “I casi clinici”
(1932); “Totem e Tabù” (1912-13); infine “Metapsicologia” (1915-17). Con “Al
dì là del Principio del Piacere” (1920) inizia una vera e propria nuova fase
di scoperte.

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Frustrazione: La frustrazione secondo U. Galimberti è una situazione interna o esterna che non consente di conseguire
un soddisfacimento o di raggiungere uno scopo. Il termine è stato introdotto da S. Freud che riteneva la frustrazione utile
per lo sviluppo dell’Io o per il suo adattamento alla realtà.
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Gelosia: stato emotivo determinato dal timore, fondato o infondato
di perdere la persona amata nel momento in cui questa rivela affezione verso
un’altra persona.
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Gruppo: insieme di individui che interagiscono fra loro
influenzandosi reciprocamente e che condividono, più o meno consapevolmente,
interessi, scopi, caratteristiche e norme comportamentali.
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Identificazione proiettiva:
Tendenza a mettere parti di se, emozioni, angoscia, dentro l'altro, e non
sopra l'altro come nella proiezione.
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Impotenza: termine utilizzato in un’accezione
generale che S. Freud chiama stato di impotenza, e in un’accezione specifica
che si riferisce all’impotenza sessuale.
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Imprinting: forma di apprendimento per
impressione percettiva. Il termine è stato ripreso da Lorenz per segnalare
quel fenomeno per cui dei nidiacei, appena usciti dal guscio, seguono il
primo oggetto che vedono in movimento comportandosi nei suoi confronti come
con la madre.
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Impulso: termine che rende il tedesco Antrieb, e va distinto dal
termine pulsione, in tedesco Trieb, che trova il suo impiego nella psicologia
del profondo, e dal termine
istinto, in tedesco Istinkt, nell’accezione in cui viene usato in
psicologia.
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Inconscio: termine che trova impiego come
aggettivo per qualificare i contenuti non presenti alla coscienza, e come
sostantivo per indicare una zona dello psichico. Questo concetto è centrale
in tutte le psicologie del profondo per le quali i contenuti della coscienza
non sono originari, ma derivati da processi che, in quanto sfuggono alla
coscienza e sono ad essa antecedenti, sono detti “inconsci”.
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Infarto:
necrosi locale nel tessuto di un organo provocata da un insufficiente o
cessata circolazione sanguigna in un vaso arterioso terminale.
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Innamoramento: definito “amore allo stato
nascente” come vuole l’espressione di F. Alberoni, l’innamoramento è
considerato da S. Freud una forma di idealizzazione che trae spunto da
tendenze sessuali più o meno efficacemente rimosse.
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Ipertensione:
aumento eccessivo della pressione di un liquido o di un gas, in un sistema
organico, l'alta pressione arteriosa è riferita all'alta pressione
sanguigna.
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Ipofisi:
ghiandola endocrina a secrezione interna, situata sotto la base
dell'encefalo, è considerata la ghiandola guida del sistema endocrino:
produce ormoni che sono diretti verso altre ghiandole per influenzarne la
produzione di ormoni.
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Insonnia: detta anche agripnia, l’insonnia si
manifesta nella difficoltà ad addormentarsi per uno stato di stanchezza e di
bisogno fisiologico di
à sonno.
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Introiezione: processo per cui viene
incorporata nel sistema dell’Io la rappresentazione mentale di un oggetto
esterno, per cui il rapporto dell’Io con l’immagine dell’Io introiettato.
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Introspezione: osservazione dei contenuti
psichici. Si distingue un’introspezione simultanea in cui l’osservazione
avviene contemporaneamente al compiersi dell’evento psichico, e un
introspezione retroattiva in cui i fatti psichici vengono esaminati dopo il
loro svolgimento.

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Invidia: sentimento di ostilità e rancore per chi possiede qualcosa
che il soggetto invidioso desidera, ma non possiede. In ambito
psicoanalitico questo sentimento è stato considerato in contesti differenti
da S. Freud e da M. Klein.
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IO, ES,
SUPER-IO (EGO): Sono le tre parti in cui è divisa la psiche umana. L'Io è la coscienza, è la struttura che regola gli istinti e lì riporta alla
realtà quotidiana e permette alla persona di non lasciarsi dominare
dall'istinto e di tenere conto anche dall'ambiente in cui vive. E' una sorta
di mediatore tra l'Es che mira un soddisfacimento irrazionale e assoluto e
la realtà esterna. L'Es (in tedesco è il pronome neutro di terza persona singolare omologo al
latino id) è la parte istintiva della mente, governata dal piacere e legata
al corpo, agli istinti primordiali e alla sessualità. Il Super-io (o ego) è la parte della psiche che prende forma ai modelli e
agli ideali della società, che vengono appresi da bambino per mezzo dei
genitori, attraverso ricompense e punizioni. Rappresenta la censura morale
della coscienza, l'interiorizzazione dell'autorità esterna (padre, leggi,
valori, ideali), l'insieme dei divieti sociali come costrizione e
impedimento alla soddisfazione del piacere.
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Ipocondria: detta anche patofobia, è una
preoccupazione immotivata per le proprie condizioni di salute, accompagnata
da disturbi fisici e stati di angoscia e depressione. Nel soggetto si
verifica un ritiro della libido dal mondo esterno con conseguente
concentrazione della stessa su di sé e sull’organo interessato.
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Isteria: classe di nevrosi che manifesta quadri clinici tra loro
differenziati, caratterizzati da sintomi fisici senza base organica e
riconoscibili da comportamenti i quali suggeriscono che i sintomi svolgono
funzioni psicologiche che la psicoanalisi, la psichiatria, e la
fenomenologia hanno cercato, nei rispettivi linguaggi, di evidenziare.
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Istinto: risposta organizzata, tipica di una data specie, filogeneticamente adattata a una determinata situazione ambientale.
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Janet Pierre
(1859-1947) Neurofisiologo, filosofo e professore di psicologia sperimentale
al College de France, Janet fù un pioniere delle psichiatria psicodinamica.
Egli è noto per le sue decrizioni delle caratteristiche cliniche
dell'isteria e per l'uso del trattamento catartico. Influenzato
dall'insegnamento di Charcot assunse a concetto fondamentale della sua
psicopatologia la "psicastenia", una debolezza della funzione integrativa
superiore del cervello che predispone alla NEVROSI. Egli riteneva che il
trattamento avrebbe fornito una stimolazione e fra i metodi che adoperò vi
furono l'ipnosi, la suggestione, la discussione e l'orientamento volto alla
"rieducazione".
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Jung, Carl
Gustav (1875-1961) I contributi dati alla teoria della personalità
da parte dello psichiatra svizzero Carl Gustav Jung si svilupparono in un
arco di tempo di oltre cinquant'anni, per poi essere raccolti nei venti
volumi della sua opera omnia (1953-79). In nessuno di questi volumi,
tuttavia, si affronta in modo sistematico la cosiddetta teoria Junghiana, né
alcuno di questi volumi presenta l'intera teoria in maniera coincisa. Il
compito di sistematizzare il lavoro di Jung è stato lasciato da altri
studiosi. Il precoce interesse che Jung mostrò verso lo studio della personalità
nacque dal suo tentativo di capire il rapporto dinamico tra i processi
consci e quelli inconsci. Questo studio lò portò ad operare insieme a
Sigmund FREUD durante la prima fase di sviluppo della psicoanalisi come
teoria della personalità e come terapia. Il suo distacco della scuola
psicoanalitica fondata da Freud, dopo cinque anni di intensa partecipazione,
fu causato dalla sua discordanza sulla teoria pansessuale freudiana,
impiegata come fonte di spiegazione delle origini dello sviluppo della
personalità, e dalla riluttanza da parte di Freud a tentare un approccio
agli strati più profondi dell'inconscio, che questi temeva potessero venire
associati a teorie di tipo mistico. La pubblicazione nel 1912 del libro di
Jung, Trasformazioni e simboli della libido, proclamò il suo distacco dalle
file psicoanalitiche e diede così inizio ad una strada di ricerca tortuosa e
solitaria che ricevette credito e consensi solo quando Jung era ormai in
tarda età. Da un punto di vista strutturale, Jung descrisse la personalità come formata
da due regni dinamici ed interagenti: il conscio e l'inconscio. All'interno
della coscienza delineò due strutture: l'ego e la persona. L'ego è il centro
de campo conscio, l'Io è la fonte della percezione individuale dei concetti
di identità e continuità. Attorno all'ego si sviluppa la persona, la "faccia
verso il mondo", l'insieme dei ruoli individuali, gli atteggiamenti e i
comportamenti tramite i quali un soggetto si presenta al mondo in risposta
alle richieste avanzate dalla società. L'ego, alleato alla persona per
necessità, deve controllare che non si verifichi una sovraidentificazione di
questa maschera pubblica a scapito dell'espressione delle spinte derivanti
dall'inconscio. Jung divise l'inconscio in aspetti personali e collettivi.
L'inconscio personale consiste per lo più in esperienze che sono state
vagamente inconsce o troppo dolorose per essere conservate all'interno
dell'immagine della persona. Nel suo classico volume Tipi psicologici (1933), Jung cercò di dare ordine
alla diversità presentata dalle differenze individuali della personalità,
delineando un modello concettuale che includesse due atteggiamenti basilari
e quattro funzioni psicologiche essenziali comuni all'umanità.
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(Fonte: Dizionario Enciclopedico del
sapere - Editori Laterza - R.Harrè, R. Lamb, L. Mecacci - 1992).
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Klein, Melanie: fu allieva e seguace
di Freud. Intorno al 1919, quando cominciò a lavorare, la teoria
psicoanalitica era già notevolmente evoluta e la concezione freudiana dello
sviluppo psichico poteva considerarsi per alcuni aspetti completa. Melanie Klein nacque a Vienna nel 1882. Suo padre, Moriz Reizes, veniva da
una famiglia ebraica di stretta osservanza; i suoi genitori decisero che
sarebbe diventato rabbino. Il padre morì nel 1914. Nacquero dal matrimonio
quattro figli, Melanie era la minore. A quattordici anni Melanie decise di andare all'Università e di studiare
Medicina. Per arrivarci doveva passare dal lyceum, dove l'insegnamento era
piuttosto superficiale, al gynnasium, che preparava alla maturità e dava
l'accesso all'università. Melanie si sposò a ventuno anni e per molto tempo
visse con il marito in piccole città della Slovacchia, e poi della Slesia.
La sua vita cambiò completamente quando, nel 1910, suo marito ebbe un lavoro
a Budapest. Melanie iniziò a studiare la psicoanalisi infantile, praticarla, dare dei
contributi a questa scienza divenne la passione dominante della sua vita. In
quel periodo iniziò ad analizzare i bambini. Nel 1917 fu presentata a Freud a un Convegno delle Società psicoanalitiche
austriaca e Ungherese. Nel 1919 lesse alla Società psicoanalitica ungherese
il suo primo saggio "Lo sviluppo di un bambino" e, proprio grazie a questo
lavoro, divenne membro della Società psicoanalitica di Budapest. Dopo varie esperienze, tra vari analisti come Karl Abraham e Ferenczi, si
arriva all'anno 1925, dove la Klein tenne sei conferenza, da cui trasse poi
la parte iniziale del suo libro "La psicoanalisi dei bambini": quelle tre
settimane in cui tenne le conferenze, le considerò uno dei periodi più
felici della sua vita. Nel 1926 Melanie Klein si stabilì in Inghilterra, dove doveva rimanere fino
alla morte. Quando nel 1927, Melanie Klein si stabilì a Londra, la sua tecnica di
analisi infantile, che ella chiamò analisi del gioco, era ormai
completamente elaborata. Dal 1927 al 1960, ha continuato a scrivere saggi ed opere, come ad esempio
"invidia e gratitudine", poi "Sullo sviluppo dell'attività psichica". Continuò a frequentare regolarmente gli incontri della Società Britannica e
partecipò attivamente alle discussioni. Negli ultimi anni della sua vita si dedico a pieno sull'opera "L'analisi di
un bambino", e si disse fortunata per averlo potuto portare a termine prima
di morire e, quando andò in ospedale per il male da cui non sarebbe guarita,
si fece mandare le bozze e l'indice, e quando si sentiva abbastanza bene per
poterlo fare, si occupò della revisione. Verso la fine dell'estate del 1960 aveva cominciato a sentirsi molto
spossata e malandata. La causa dei suoi malesseri non fu individuata. Una
volta sistemata in ospedale, si sentì più sollevata e sperava di rimettersi;
aveva molti progetti per il futuro e l'idea di morire non le piaceva
affatto; nello stesso tempo però era consapevole e fece tutti i preparativi
in vista della morte. L'operazione andò bene, non c'erano metastasi. Ma pochi giorni dopo
l'operazione, ebbe un'altra emorragia e dopo poche ore morì. Nonostante
l'età e la gravità del male, la sua morte stupì e impressionò tutti. Era
stata tanto attiva fino all'ultimo momento, così presente e in continua
comunicazione con gli amici, i familiari e il gruppo degli psicoanalisti,
che la sua morte sembrò a tutti inaspettata e prematura.
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Lapsus: E'
un errore linguistico-verbale, apparentemente casuale e privo di senso che
si compie inconsciamente. E' un impulso che sfugge al controllo della
ragione. Esprime pensieri e intenzioni reali che altrimenti la censura,
legata alla coscienza vigile, rimuoverebbe.
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Libere Associazioni:
All'inizio del suo lavoro psicoanalitico, Freud chiedeva ai pazienti di dire
qualsiasi cosa venisse in mente. Come risultato, molti restavano in silenzio
e si mostravano incapaci di associare liberamente.
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Malattia:
complesso di alterazioni morfologiche e funzionali di una o più parti di un
organo o dell'intero organismo.
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Meccanismi di difesa: operazioni
psichiche messe in atto dall'Io per difendersi da situazioni di angoscia.
Possono essere diverse e diversamente combinarsi tra di loro, dando luogo a
specifiche formazioni psiconevrotiche. Pur essendo presenti diversi
meccanismi difensivi in ogni specifica psiconevrosi, per lo più è uno
specifico che la connota: per esempio nell'isteria il meccanismo della
conversione.
-
Medicina:
scienza che studia, riconosce, cura e previene le malattie organiche.
-
Memoria:
Un terapeuta psicodinamico che possiede nozioni derivate dall'area delle
neuroscienze cita raramente "l'inconscio" e parla piuttosto di
rappresentazioni o funzioni mentali inconscie; sa anche che i ricordi
vengono immagazzinati in modelli diversi a seconda del tipo di conoscenza
coinvolta.
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Memoria Dichiarativa e Procedurale:
La prima, riguarda i fatti e le conoscenze generiche, mentre la memoria
procedurale riguarda abilità. In entrambi questi tipi di memoria si possono
inoltre distinguere in forma "esplicita" e una forma "implicita", termini
che si riferiscono alle modalità con cui vengono espressi o richiamati i
ricordi, in presenza o in assenza di consapevolezza conscia. (Gabbard 2002).
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Menopausa:
fase della vita della donna caratterizzata dalla cessazione definitiva delle
mestruazioni con la conseguente perdita della fertilità.
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Narcisismo: amore per la propria immagine. Il
termine fu introdotto da H. Ellis e da P. Nacke nel 1898 per indicare quella
perversione sessuale in cui l’oggetto preferito dal soggetto è il proprio
corpo. In ambito psicoanalitico S. Freud ha operato una distinzione tra le
seguenti forme di narcisismo: primario e secondario. Il primo è concepito
come uno stadio intermedio tra autoerotismo e allo erotismo, in cui il
bambino investe tutta la sua libido su se stessa prima di rivolgerla ad
oggetti esterni. Il secondo è caratterizzato da un ripiegamento sull’Io
della Libido sottratta ai suoi investimenti oggettuali.
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Negazione:
è trasformare quello che è in quello che non è. E' il meccanismo tipico
dell'invidia.
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Neurotrasmettitore:
sostanza chimica liberata da un neurone, che serve alla trasmissione
dell'impulso nervoso, mediando la trasformazione dell'impulso elettrico in
contrazione muscolare.
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Nevrosi:
disturbo psichico senza causa organica i cui sintomi sono interpretati dalla
psicoanalisi come espressione simbolica di un conflitto e che ha le sue
radici nella storia del soggetto e che costituisce un compromesso tra il
desiderio e la difesa.
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Obesità:
eccessivo accrescimento di peso dovuta a sovrabbondanza di tessuto adiposo.
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Omosessualità:
detta anche inversione, l’omosessualità è l’inclinazione dell’interesse
sessuale verso individui appartenenti al proprio sesso.
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Orgoglio:
consapevolezza del proprio valore e delle proprie possibilità che, quando è
contenuta nei giusti limiti, rafforza l’autostima e facilita l’assunzione di
responsabilità.
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Ormone:
sostanza elaborata dalle ghiandole endocrine, con la proprietà di stimolare
le funzioni cerebrali di vari organi e di regolare l'equilibrio di alcuni
processi vitali, come l'accrescimento, lo sviluppo psichico e i processi
metabolici.
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Ossessione:
termine derivante dal latino obsidere che significa assediare, bloccare,
occupare che descrive la condizione di chi è ostacolato dal bisogno
insopprimibile di compiere determinati atti o di astenersi ad altri, o è
costretto a trattenersi con pensieri o idee particolari non è in grado di
evitare, ripetendo indefinitivamente questo obbligo a cui non riesce a
sottrarsi e di cui non riesce neppure ad appagarsi.

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Panico:
episodio acuto d’ansia caratterizzato da tensione emotiva e terrore
intollerabile che ostacola un’adeguata organizzazione del pensiero e
dell’azione. Il panico, che può associarsi a fenomeni di depersonalizzazione
e di derealizzazione, è accompagnato da turbe vegetative quali
ipersudorazione, pallore, palpitazioni, dispnea e tremore.
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Paranoia:
parola greca gia impiegata da Eschilo, Euripide e Platone come sinonimo di
follia. Il suo significato si precisò con la psichiatria ottocentesca che la
definì come la psicosi caratterizzata da un delirio più o meno sistematizzato centrato su temi di persecuzione, grandezza o gelosia.
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Paura:
emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può
essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta
dalla fantasia. La paura è spesso accompagnata da una reazione organica, di
cui è responsabile il sistema nervoso autonomo, che prepara l’organismo alla
situazione d’emergenza disponendolo, anche se in modo non specifico.
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Personalità:
insieme di caratteristiche psichiche e modalità di comportamento che, nella
loro integrazione, costituiscono il nucleo irriducibile di un individuo che
rimane tale nella molteplicità e diversità delle situazioni ambientali in
cui si esprime e si trova a operare.
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Preconscio:
termine utilizzato da S. Freud nel designare la prima topica dell’apparato
psichico dove il preconscio, come sostantivo, designa un sistema siglato
Prec., distinto dall’Inconscio e dalla coscienza, pur rimanendo in linea di
diritto accessibile, come ad esempio nel ricordo. Nella seconda topica il
termine preconscio compare solo come aggettivo. Il preconscio è separato
dall’Inconscio da una censura che cerca di interdire ai contenuti inconsci
l’accesso al preconscio, ed è separato dalla coscienza da un’altra censura
il cui compito non è di interdizione, ma di selezione.
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Presunzione:
E' un aspetto del carattere che connota un'eccessiva sicurezza delle proprie
convinzioni senza verificarne la veridicità. Sui dizionari etimologici della
lingua italiana, questo termine deriva dal latino "presumptus", che
significa, giudizio fondato su indizi o principi di prova: che si suppone
vero fino a prova contraria. Secondo "Galimberti" la "presunzione" è un termine che può riferirsi o al
tipo di giudizio formulato su semplici indizi o sulla supervalutazione delle
proprie qualità e delle proprie azioni.
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Proiezione:
termine derivato dalla geometria dove indica la corrispondenza, punto per
punto, tra una figura nello spazio e una figura piana; ha diversi usi a
seconda dell’ambito disciplinare in cui è adottato, e un suo significato
specifico in psicoanalisi dove indica l’operazione attraverso cui un
soggetto localizza fuori di sé, in persone o cose, ciò che rifiuta o non
riconosce come proprio.
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Psicologia dinamica: denominazione
che raggruppa quelle correnti psicologiche che valorizzano i meccanismi psicogenetici che sono alla base della costruzione psichica dove si
esprimono e si compensano forze diverse. Il termine è stato introdotto da S.
Freud per caratterizzare l’indirizzo delle sue ricerche. Il Modello
concettuale psicodinamico ha improntato aree di ricerca in psicologia
sociale, dagli studi sulla dinamiche di gruppo a partire da K. Lewin fino
alle più recenti analisi delle istituzioni.
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Psiconeuroimmunologia:
disciplina scientifica che studia le interdipendenze tra psiche, sistema
nervoso, endocrino e immunitario.
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Psicopatologia:
disciplina psicologica che indaga nella prospettiva dello sviluppo psichico,
anziché delle cause organiche, il funzionamento anormale dell’attività
psichica mirando a individuarne in forma sistematica, le cause specifiche.
Era una branca della psichiatria e quindi apparteneva alla Medicina che
piuttosto che alla psicologia, allora caratterizzata ancora da un’impronta
filosofica.

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Psicosi:
termine psichiatrico, adottato anche dalla psicoanalisi, per indicare
condizioni psicologiche le cui caratteristiche consentono di differenziare
le psicosi dalle nevrosi e dalle psicopatie.
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Psicosomatica:
ramo della disciplina che si occupa delle ripercussioni dei fenomeni
psichici sull'organismo.
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Psicoterapia:
processo interpersonale, consapevole e pianificato, volto a influenzare
disturbi del comportamento e situazioni di sofferenza con mezzi prettamente
psicologici, per lo più verbali, ma anche non verbali, in vista di un fine
elaborato in comune, che può essere la riduzione dei sintomi o la
modificazione della struttura della personalità, per mezzo di tecniche che
differiscono per il diverso orientamento teorico a cui si rifanno. Il campo
della psicoterapia è così vasto da richiedere, per potersi orientare, dei
criteri di suddivisione che sono: il criterio del metodo, del destinatario e
del fine perseguito.
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Regressione:
ritorno a una fase precedente
dello sviluppo o del funzionamento al fine di evitare i conflitti e le
tensioni associati al livello di sviluppo presente.
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Resistenza:
rappresenta il fulcro del lavoro quotidiano del terapeuta a orientamento
dinamico. Accompagna il trattamento a ogni passo; ogni singola associazione,
ogni atto della persona in trattamento deve fare i conti con la resistenza,
e rappresenta un compromesso tra le forze tendenti alla guarigione e quelle
che si oppongono a essa (Freud, 1912).
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Rimozione:
eliminazione di idee o impulsi inaccettabili attraverso un blocco del loro
accesso alla coscienza. A differenza del diniego, che coinvolge dati
sensoriali esterni, la rimozione è rivolta a stati interni.
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Salute: insieme di
condizioni fisiche, organica o funzionale come segno caratteristico di una
malattia.
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Schizofrenia:
termine psichiatrico coniato da E. Bleurer per designare una classe di
psicosi endogene funzionali, a decorso lento e progressivo, la cui unità era
già stata individuata da E. Kraepelin sotto il titolo di "dementia precoce".
Introducendo il termine schizofrenia Bleurer intende mettere l’accento sul
tratto considerato tipico della schizofrenia che è la dissociazione in parte
reciprocamente indipendenti della vita psichica.
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Schizoide:
termine che è stato introdotto da: 1) Bleurer in riferimento ai soggetti che
presentano una scissione tra le funzioni emotive e quelle intellettive, in
cui Bleurer individuava uno dei tratti tipici della schizofrenia. 2)
Successivamente fu adottato da E. Kretschmer per indicare il tipo
psicologico con i tratti caratteristici della schizofrenia che in caso di
psicosi sviluppa più facilmente la schizofrenia che la psicosi
maniaco-depressiva a cui invece è predisposto il ciclotimico. 3) M. Klein
usa l’espressione “schizoparanoidea” per indicare una posizione, nello
sviluppo lipidico, caratterizzata dalla scissione dell’oggetto in “buono” e
“cattivo” con introiezione degli oggetti buoni e proiezione di quelli
cattivi. 4) Fairbairn chiama “schizoide” la posizione che la Klein che aveva
chiamato schizoparanoidea e la descrive come quella esperienza della prima
infanzia in cui il bambino interpreta la frustrazione come prova che il suo
amore è distruttivo.
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Sistema Immunitario: l'insieme di
tutte quelle particelle del corpo umano addette alla difesa dell'organismo
dell'attacco di virus, batteri patogeni, tossine e da tutte le sostanze
riconosciute come nocive da un proprio meccanismo di riconoscimento
specializzato.
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Sistema nervoso: l'insieme
costituito da encefalo, midollo spinale e nervi.
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Sessualità:
complesso di caratteri fisici, funzionali, psichici e culturali atti alla
perpetuazione della specie. Nell’uomo l’atto sessuale si manifesta come un
fenomeno molto complesso dove, accanto all’espressione genetiche, alla
funzionalità endocrina e nervosa, si aggiungono componenti psicologiche
individuali e norme culturali che influenzano in maniera diversa il vissuto
e la condotta sessuale di ciascun individuo.

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Sonno:
stato fisiologico caratterizzato da un’interruzione dei rapporti sensoriali
e motori che legano l’organismo al suo ambiente, e possibile di
modificazioni in seguito a stimolazioni adeguate.
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Terapia:
branca della scienza che tratta della cura della malattia.
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Test:
reattivo psicologico impiegato per ottenere una misurazione obiettiva e
standardizzata che consenta di analizzare le differenze fra le reazioni
psichiche di più individui o le reazioni psichiche dello stesso individuo in
diversi momenti o condizioni. La standardizzazione del test implica una
uniformità di procedura affinché sia possibile la comparazione fra i diversi
punteggi del medesimo individuo o di più individui.
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Transfert:
detto anche traslazione, il transfert designa in generale la condizione
emotiva che caratterizza la relazione del paziente nei confronti
dell’analista, e in senso specifico il trasferimento sulla persona
dell’analista delle rappresentazioni inconscie proprie del paziente. Il
transfert dell’analista sul paziente è comunemente denominato
controtransfert.
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Trauma:
parola greca che significa “ferita” “lacerazione”. Il termine è impiegato in
medicina somatica dove indica le lesioni provocate da agenti meccanici la
cui forza è superiore alla resistenza dei tessuti cutanei o degli organi che
essi incontrano; in neuropsichiatria dove indica una lesione dell’organismo
psichico per effetto di eventi che irrompono bruscamente in modo
distruttivo; in psicoanalisi dove la nozione di trauma è oggetto di una
specifica teoria.
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Tumore:
alterazione morbosa di un organo, caratterizzata dall'aumento del suo
volume, tumore benigno: formazione ormonale di un nuovo tessuto che resta
localizzata nella sede di sviluppo; tumore maligno: formazione anomala
tendente a invadere i tessuti circostanti alla sede di sviluppo,
distruggendoli.
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Umorismo:
consiste nel trovare elementi cronici e/o ironici in situazioni difficili al
fine di ridurre un senso di disagio o affetti spiacevoli. Permette inoltre
di mantenere una certa distanza e obiettività rispetto agli eventi, e quindi
di riflettere su quanto sta succedendo.
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Valutazione: la valutazione iniziale, che consente di selezionare i
pazienti realmente idonei a intraprenderla: è il trattamento che deve essere
sempre adattato al paziente, e non viceversa. La valutazione di tale
idoneità inizia con un primo colloquio in cui i pazienti viene chiesto di di
raccontare la loro storia liberamente, a modo loro. Per il terapeuta i
colloqui iniziali hanno come scopo essenziale quello di definire in accurata
diagnosi psicodinamica, non quello di fornire trattamento.
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Winnicott, Donald Woods
(1896-1971) Pediatra e psicoanalist, lavorò
nell'Ospedale Paddington Green di Londra. Winnicott è stato uno dei
principali teorici della psicoanalisi infantile assieme ad Anna Freud e
Melanie Klein. Ha introdotto concetti divenuti fondamentali, come quello di
"holding" e di "oggetto transizionale". Nella terapia Winnicott introdusse
la tecnica dello scarabocchio, in cui l'analista e il bambino, a turno,
scarabocchiano su un foglio facilitando l'emergere dei problemi psichici del
bamnbino stesso. (Dal vocabolario "Mecacci" Enciclopedia del Sapere)
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Wundt, Wilhelm
(1832-1920) Filosofo, fisioologo, psicologo delle Università di Heidelberg e
(dal 1875) di Lipsia. Dopo la Laurea in Medicina Wundt si recò ad Heidelberg
per compiere tecniche sulla fisiologia e successivamente esperimenti
specificatamente psicologici, sulla base dei quali elaborò la sua concezione
di una nuova psicologia scientifica legata alla fisiologia. Come professore
di filosofia a Lipsia egli divenne il celebre promotore della psicologia
come disciplina autonoma e scientifica, fondò il prototipo di istituto
psicologico basato sul laboratorio, scrisse importanti trattati e manuali,
pubblicò riviste, e attirò un gruppo internazionale di studenti, la scuola wundtiana. (Dal Vocabolario "Mecacci" Enciclpedia del Sapere).
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Zone
Libidiche: All'inizio la teoria
psicoanalitica prevedeva una comprensione dello sviluppo basata sulle zone libidiche. Secondo tale teoria la libido o pulsione sessuale del bambino è
legata alle origini corporee orale, anale e fallica. Il bambino entra quindi
in una fase edipica in cui desidera essere l'oggetto d'amore esclusivo del
genitore del sesso opposto. Questa fase è associata a una acuta
consapevolezza dell'esistenza di un complicato triangolo formato dalle
figure della madre, del padre e del bambino. La costellazione edipica
negativa descrive invece il desiderio del bambino nei confronti del genitore
dello stesso sesso, mentre il genitore di sesso opposto è visto come un
rivale. Nel corso dello sviluppo si osservano tipicamente temi edipici sia
positivi sia negativi. (Gabbard 2005).

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