Glossario

Termini di vario uso comune secondo il D.S.M. 5
Credo sia utile conoscere il significato di alcuni termini che correntemente sono utilizzati

A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

Adrenalina

Amore

Autoaffermazione

Agorafobia

Afasia

Affettività

Aggressività

Allucinazione

Anale, fase

Analisi e Autoanalisi

Anamnesi

Andropausa

Angoscia

Anoressia

Ansia e Angoscia

Autoanalisi

Autocomando

Autocontrollo

Autodisciplina

Autogestione

Autostima

Bisogno

Borderline di Personalità

Bulimia Nervosa

Carattere

Cervello

Charcot, Jean Martin

Claustrofobia

Colloquio

Complesso di Edipo

Complesso di Elettra

Conscio

Consulenza

Controtransfert vedi
Transfert

Delirio

Demenza

Depressione

Desideri

Diagnosi

Diniego

Empatia

Energia

Eros

Erotismo

Fobia vedi
Paura

Freud, Anna

Freud, Sigmund

Frustrazione

Gelosia

Gruppo

Identificazione proiettiva

Impotenza

Imprinting

Impulso

Inconscio

Infarto

Innamoramento

Insonnia

Introiezione

Introspezione

Invidia

Io, Es, Super-Io (EGO)

Ipersonnia vedi
Sonno

Ipocondria

Ipertensione

Ipofisi

Isteria

Istinto

Janet Pierre

Jung, Carl Gustav

Klein, Melanie

Lapsus

Libere Associazioni

Malattia

Meccanismi di difesa

Medicina

Memoria

Memoria Dichiarativa e Procedurale

Menopausa

Narcisismo

Negazione

Neurotrasmettitore

Nevrosi

Obesità

Omosessualità

Orgoglio

Ormone

Ossessione

Panico

Paranoia

Paura

Personalità

Preconscio

Presunzione

Proiezione

Psicodinamica vedi
Psicologia Dinamica

Psicologia Dinamica

Psiconeuroimmunologia

Psicopatologia

Psicosi

Psicosomatica

Psicoterapia

Regressione

Resistenza

Rimozione

Salute

Schizofrenia

Schizoide

Sessualità

Sistema immunitario

Sistema nervoso

Sonno

Terapia

Test

Transfert

Trauma

Tumore

Umorismo

Valutazione

Winnicott, Donald Woods

Wundt, Wilhelm

Zone Libidiche

 


  • Adrenalina: ormone prodotto dalla midollare delle ghiandole surrenali e, in misura minore, dai neuroni del S.N.C., che stimola l’attività cardiaca, aumentando la pressione arteriosa, dilata i bianchi e le pupille, mentre ha effetti vasocostruttori sulle arterie viscerali.

  • Autoaffermazione: è il primo e più importante modo di osservare la propria autoaffermazione consiste nel badare al raggiungimento del proprio successo psico-fisico; E’ regolata dalla conoscenza che ha di sè stessi!

  • Agorafobia: fobia per gli spazi aperti. L’ansia che insorge quando si tratta di uscire di casa da soli può essere lieve o giungere a vere proprie crisi di panico, che possono portare a svenimenti. E’ più frequente nelle donne che negli uomini, l’agorafobia insorge tra i 15 e i 35 anni, tende a peggiorare durante i periodi di depressione ed attenuarsi in età avanzata.

  • Afasia: Disturbo del linguaggio, la conseguenza è dovuta ad una lesione cerebrale.

  • Affettività: sfera dei sentimenti e delle emozioni che interagisce con la sfera motoria e con quella intellettiva da cui si distingue solo astrattamente.

  • Aggressività: termine che è utilizzato, quasi sempre, per descrivere comportamenti umani negativi.
    Aggressività Negativa: si può riassumere in una sola parola: “Violenza”.
    Aggressività Mista: è l’energia aggressiva che promuove i conflitti, dai quali scaturiranno tutti i sintomi ed i disturbi psicosomatici in genere.

  • Allucinazione: percezione di qualcosa che non esiste e tuttavia è ritenuto reale. Le allucinazioni più frequenti sono quelle che investono gli organi di senso e, in particolare, la vista e l’udito.

  • Amore: E’ un bisogno primario necessario, rappresenta uno dei risultati migliori che un Essere Umano possa esprimere e donare a sè e agli altri. Si sviluppano le proprie capacità e si è indotti ad agire. Si genera da Energia Vitale Umana, se non esiste la psiche, l’amore non si potrebbe creare. E’ il sentimento per eccellenza, certamente il più diffuso, lo psico-fenomeno  più importante per la vita umana, dalle mille definizioni ed interpretazioni. Secondo Giovanni Russo, medico e psicoterapeuta psicodinamico, l’amore può prevedere l’analisi degli psico-fenomeni prodotti dall’interazione dei seguenti elementi: psiche e corpo.

  • Anale, fase: Periodo della vita (dal secondo al terzo anno) di un bambino caratterizzato dall’interesse per il proprio corpo e per l’espulsione delle feci.

  • Analisi e Autoanalisi: termine Analisi che deriva dal greco anamyo, il quale significa” sciolgo” e si riferisce al procedimento che tende a risolvere un tutto nei suoi elementi costitutivi. L’analisi classica, ideata da S. Freud riguarda eminentemente il trattamento delle nevrosi, perché, a differenza delle psicosi, nelle nevrosi c’è un Io in grado di reggere il trattamento analitico e di collaborare con l’analista per tutto il corso della terapia, di cui a priori non è decidibile la durata. Invece l’autoanalisi è un indagine condotta da sé su di sé mediante procedimenti psicoanalitici quali le associazioni libere, l’analisi dei sogni, l’interpretazione dei comportamenti.

  • Anamnesi: La storia dello sviluppo di una persona, con particolare riferimento alle sue malattie e ai suoi disturbi. Si svolge di solito nel primo colloquio con un paziente che poi effettuerà una terapia.

  • Andropausa: Cessazione dell’attività sessuale nell’uomo maturo; può anche essere solo temporanea.

  • Angoscia: E’ una emozione molto violenta e sgradevole di paura senza un oggetto specifico, accompagnata da un corteo somatico imponente come: mancanza d’aria, tachicardia, sudorazione, tremori, ecc. Sul piano psicodinamico l’angoscia è collegata alla paura catastrofica di una perdita. L’ansia invece è un segnale d’allarme che può insorgere ogniqualvolta si teme una crisi di angoscia. L’angoscia viene definita come uno stato di apprensione sgradevole per qualcosa di negativo, che dovrà accadere anche se non ben definito. L’angoscia e l’ansa praticamente sono presenti in tutta la psicopatologia, con intensità maggiore o minore, e sono considerate cause della maggior parte dei sintomi sia nevrotici che psicotici.

  • Anoressia nervosa: disturbo dell’alimentazione che consiste nell’ostinato rifiuto di una normale e regolare assunzione. Il termine “anoressia” significa propriamente “perdita dell’appetito”, ma in realtà questo sintomo è di solito raro fino alla fase tardiva della malattia.

  • Ansia e Angoscia: termine che è spesso assimilato a quello di ansia perché la distinzione terminologica è reperibile solo nelle lingue di origine italiana. Il termine angoscia è fondamentale nella teoria psicoanalitica di S. Freud, che né fornisce una spiegazione psicogena. I disturbi d’ansia, sono dei disturbi psichici caratterizzati dalla presenza di un eccesso di ansia che interferisce con il normale svolgimento della vita quotidiana dell’individuo. L’ansia rappresenta una condizione di generale attivazione delle risorse fisiche e mentali del soggetto.

  • Autoanalisi: Analisi introspettiva di sè stessi attuata con metodi psicoanalitici o psicodinamici.

  • Autocomando: comando deriva dal latino “cum mandare”, affidare la responsabilità di qualcosa a qualcuno. L’autocontrollo significa – affidare a sè stessi la responsabilità della gestione di una vita corretta. In psicodinamica, l’autocomando si acquisisce con la consapevolezza del proprio sapere che è fatto di apprendimenti e con verifica di logica e che passano allo sviluppo corretto dell’autostima.

  • Autocontrollo: secondo U. Galimberti, è una capacità di dominare, selezionare, coordinare o inibire i propri affetti, desideri o pulsioni affinché la propria condotta non pregiudichi il raggiungimento di una o più mete considerate altamente desiderabili per sé. Richiedendo un differimento di piaceri e gratificazioni immediate, l’autocontrollo è rubricato dalla psicoanalisi sotto la figura della sublimazione attraverso cui si sposta la meta delle proprie pulsioni istintuali la cui immediata soddisfazione è considerata inferiore ai valori socioculturali che ci si propone di realizzare.
    Secondo G. Russo, l’autocontrollo si acquisisce mediante un corretto sviluppo di pensiero (energia neutrergica differenziata) al secondo terzo grado della riflessione di logica.
    Questo permette a propri istinti – bisogni energia vitale di essere controllata e indirizzata correttamente per la loro manifestazione e per il fine che deve raggiungere.
    “Controllo”
    deriva dal francese “contròle” da “contre – role”, che significa riscontro, verifica. Di conseguenza, controllare se stessi equivale a verificare i propri elaborati, magari con l’aiuto della logica, per cercare di capire se le reazioni sono adeguate o meno allo stimolo, per poi decidere se scaricare all’esterno le proprie emozioni. Solo nel caso in cui si stabilisse di trattenere lo sfogo, si configurerebbe il “reato” di repressione a danno proprio.

  • Autodisciplina: deriva dal latino “discipulus” cioè modo di regola di insegnare. L’autodisciplina: dare a sé stesso un modo o una regola, insegnandola. In economia, l’autodisciplina è quel fenomeno in forza del quale una pluralità di soggetti, aventi medesimi, obiettivi. Questa disciplina nasce dall’esigenza dell’esistenza di un sistema articolato ed omogeneo di regole di condotte riguardanti sia la propria struttura organizzativa interna, sia i rapporti con terzi. Questo comporta l’adozione di un codice di comportamento.

  • Autogestione: dal latino – gestione – operare, amministrare.
    L’autogestione = amministrare sé stessi con conoscenze corrette che ci consentono di imporci disciplina e regole adeguate per raggiungere un obiettivo. Da un punto di vista sociologico l’autogestione costituisce una forma avanzata di democrazia aziendale. Nell’autogestione vi è la volontà di rendere possibile a tutti i lavoratori di prendere delle decisioni con conoscenza di causa e di stabilire un rapporto più immediato e diretto possibile tra il lavoro e i suoi risultati produttivi.
    Da un punto di vista psicodinamico con l’autogestione si realizza quel collegamento diretto tra il pensiero e il comportamento utile e finalizzato alla soddisfazione dei propri bisogni (feed back). Gestire sé stessi elaborando scelte strategiche per l’appagamento delle proprie necessità valutando, considerando e rispettando se stessi e l’ambiente in cui si vive, utilizzando al massimo le proprie personalità.
    E’ proprio mediante l’autogestione che noi possiamo realizzare quei comportamenti che portano: AUTODISCIPLINA, AUTOCONTROLLO E AUTOCOMANDO.

  • Autostima: Con il termine “autostima” indichiamo generalmente l’idea che abbiamo di noi stessi, che rappresenta una componente fondante del nostro benessere psicologico; è infatti noto che quando la nostra autostima risulta ingiustamente autopunitiva oppure falsamente ingigantita, stiamo male non solo con noi stessi ma anche con la realtà che ci circonda.

  • Bisogno: I Bisogni sono il “motore” dell’attività dell’uomo. Se riflettiamo su ciò che ci spinge a compiere un’azione piuttosto che un’altra, ci rendiamo conto che la causa risiede nei bisogni che sentiamo. Il Bisogno infatti è il desiderio che spinge l’uomo a procurarsi quanto ritiene adatto a eliminare uno stato di insoddisfazione.

  • Borderline di personalità: è caratterizzato da instabilità degli affetti, delle relazioni interpersonali e da marcata impulsività. Gli individui con questo disturbo nutrono forti timori di abbandono e per evitare abbandoni reali o immaginari compiono sforzi disperati che possono includere azioni impulsive, come comportamenti automutilanti o suicidi. Tendono a idealizzare protettori o amanti potenziali al primo o secondo incontro, ma passano rapidamente dalla idealizzazione alla svalutazione delle persone in quanto sono inclini a cambiamenti improvvisi o drammatici della loro visione degli altri. Possono presentare un disturbo dell’identità consistente in un immagine di sé marcatamente e persistentemente instabile, con cambiamenti improvvisi di obiettivi, valori e aspirazioni. Durante i periodi di stress possono manifestare ideazione paranoie o sintomi dissociativi transitori.

  • Bulimia nervosa: disturbo caratterizzato da ricorrenti episodi di abbuffate accompagnanti dalla sensazione di perdita del controllo: il soggetto non riesce a smettere di mangiare o non riesce a controllare cosa e quanto sta mangiando.

  • Carattere: configurazione relativamente permanente di un individuo a cui ricondurre gli aspetti abituali e tipici del suo comportamento che appaiono tra loro integrati sia nel senso intrapsichico che quello interpersonale.

  • Cervello: parte principale dell’encefalo costituita da due emisferi cerebrali, il mesencefalo e il diencefalo, contenuta nella parte anteriore e superiore della cavità cranica dei vertebrati.

  • Charcot, Jean Martin (1825-1893) Illustre neurologo e direttore dell’ospedale della Salpetriere di Parigi, fu il primo a descrivere molte sindromi neurologiche. Usò gli stessi metodi dell’analisi rigorosa per studiare l’Isteria. Charcot riteneva che fosse una malattia ereditaria del cervello in cui le zone “isterogene” scatenavano le “stigmate” e gli attacchi. Egli tentò la cura dell’isteria per mezzo dell’ipnosi, processo che considervava suddiviso in una complessa serie di stadi e fenomeni. La durevole importanza di Charcot per la psicologia e la psichiatria deriva non tanto dalle sue opinioni, che furono ben presto confutate, quanto nell’interesse che egli destò per lo studio delle nevrosi e il loro trattamento. Fu una figura importante anche sul piano sociale, ebbe molti amici medici e letterati, e le sue regolari dimostrazioni cliniche attiravanon un vasto uditorio. Freud e Janet furono suoi allievi. (Dal Vocabolario “Mecacci” Enciclopedia del Sapere).

  • Claustrofobia: Paura dei luoghi chiusi.

  • Colloquio: detto anche “intervista”, il colloquio è una forma d’indagine in cui la raccolta dei dati avviene attraverso un processo di comunicazione verbale. Nato come metodo di indagine nell’ambito delle scienze sociali, il colloquio è stato adottato dalle scienze psicologiche come strumento di ricerca che consente di trarre informazioni sulle attitudini, le conoscenze, le aspirazioni e i conflitti di un individuo o di un gruppo. Ci sono varie forme di colloquio: colloquio strutturato, è impiegato soprattutto per il controllo empirico delle ipotesi, ed è utilizzato soprattutto nella selezione e promozione del personale. Il colloquio diagnostico è un metodo che mira all’aspetto qualitativo, anziché quantitativo dei dati. Il colloquio terapeutico è una forma di intervista aperta che prende in considerazione anche la sfera emotiva nell’interazione fra paziente e terapeuta.

  • Complesso di Edipo: Prende il nome della tragedia greca di Sofocle, Eipo Re, in cui il figlio uccide il padre Laio e sposa la madre Giocasta. Indica l’attenzione sessuale, espressa con un desiderio di possesso esclusivo, che un bambino prova nei confronti del genitore di sesso opposto, la madre nel caso del maschio e il padre per la femmina (in questo caso prende il nome di Complesso di Elettra). Il complesso di Edipo è un elemento fondamentale intorno al quale si forma e si sviluppa la personalità e l’identità sessuale di ciascuna persona.

  • Complesso di Elettra: Equivalente del Complesso di Edipo, ma in questo caso è riferito alle bambine o ragazze.

  • Conscio: termine utilizzato sia come aggettivo e sia come sostantivo. Come afferma Freud, si riferisce a tutto ciò di cui l’individuo è consapevole.

  • Consulenza: forma di rapporto interpersonale in cui un individuo che ha un problema, ma non possiede le conoscenze o le capacità per risolverlo, si rivolge ad un altro individuo, il consulente, che, grazie alla propria esperienza e preparazione, è in grado di aiutarlo a trovare una soluzione.

  • Delirio: idea o insieme di idee che, pur non avendo nessuna corrispondenza con i dati della realtà, non cedono né gli argomenti della discussione, né alle smentite dell’esperienza.

  • Demenza: indebolimento delle facoltà mentali dovuto alla morte di un numero rilevante di cellule della corteccia cerebrale che, ridotte, non sono più in grado di consentire al soggetto di elaborare i dati della sua esperienza in modo utile a svolgere le attività della vita quotidiana.

  • Depressione: detta anche “melanconia” è un’alterazione del tono dell’umore verso forme di tristezza profonda con riduzione dell’autostima e bisogno di autopunizione.

  • Desideri: Sono tutte quelle spinte provenienti dalla società. Viene inteso come pulsione di natura emozionale che spinge l’essere vivente alla ricerca di quanto possa soddisfare  un suo Bisogno fisico o spirituale.

  • Diagnosi: individuazione di una malattia attraverso l’esame obiettivo dei sintomi.

  • Diniego: Disconoscimento di dati sensoriali che permette di evitare la consapevolezza di aspetti della realtà esterna difficili da affrontare.

  • Empatia: (in tedesco: einfuhlung) è un termine coniato agli inizi del Novecento ed indica la capacità di immedesimarsi al posto di un altro e sentire le sue emozioni, i suoi desideri, le sue idee. Il concetto, nato in ambito psicologico e sviluppato in particolare dal tedesco Theodor Lipps, tende a dare una spiegazione della reazione psicologica ai fatti artistici ed estetici. In base a questa teoria, grazie allo sviluppo di questa particolare caratteristica chiamata empatia, uno spettatore guardando un’opera riesce a compenetrarsi nell’animo dell’artista che l’ha creata, rivivendo così il complesso emozionale che ha permesso la genesi di quell’opera. L’empatia è la capacità di leggere fra le righe, di captare le spie emozionali, di cogliere anche i segnali non verbali indicatori di uno stato d’animo e di intuire quale valore rivesta un evento per l’interlocutore, senza lasciarsi guidare dai propri schemi di attribuzione di significato.

  • Energia: potenziale do ogni essere vivente che può modificare l’equilibrio psicofisico di un organismo.

  • Eros: Uno degli istiti primari dell’Uomo: l’istinto della vita (psicoanalisi di Freud).

  • Erotismo: termine impiegato da S. Freud in relazione agli eccitamenti e ai soddisfacimenti connessi all’attività pulsionale e avvertiti da quelle specifiche zone erogene che sono poi le aperture del nostro corpo sul mondo, per cui avremo un erotismo orale, anale uretrale, fallico e genitale.

  • Freud Anna: psicoanalista inglese (Vienna 1895 – Londra 1982) di origine austriaca. Figlia di Sigmund Freud, si volse precocemente allo studio delle teorie paterne e nel 1922 fu accolta nella Società psicoanalitica Viennese.

  • Freud Sigmund: (Freiberg, Moravia, 1856 – Londra 1939). Nel 1860 la sua famiglia si trasferì a Vienna, città in cui Freud visse fino al 1938, dove morì l’anno dopo, all’età di 83 anni. Fin dalla giovinezza, scrive Freud, divenne predominante, in me, l’esigenza di capire qualcosa degli enigmi del mondo che ci circonda. Laureatosi nel 1881, continuò la sua attività di studio e di ricerca con E. W. von Brucke, e quindi con T. H. Meynert. Nel 1885 conseguì la qualifica di libero docente e di seguire i corsi di J. M. Charcot alla Salpetrière di Parigi.
    Nel 1886, ci fu l’incontro con Breuer e gli Studi sull’Isteria; poi nel 1900 nasce la psicoanalisi; scrive i suoi primi testi il quale il primo fu “L’interpretazione dei sogni”; segue nel 1901 “Psicopatologia della vita quotidiana”, poi si passa ad una dimensione sessuale dell’esistenza con il suo libro i “Tre saggi sulla Teoria sessuale” (1905). Segue “I casi clinici” (1932); “Totem e Tabù” (1912-13); infine “Metapsicologia” (1915-17). Con “Al dì là del Principio del Piacere” (1920) inizia una vera e propria nuova fase di scoperte.

  • Frustrazione: La frustrazione secondo U. Galimberti è una situazione interna o esterna che non consente di conseguire un soddisfacimento o di raggiungere uno scopo.
    Il termine è stato introdotto da S. Freud che riteneva la frustrazione utile per lo sviluppo dell’Io o per il suo adattamento alla realtà.

  • Gelosia: stato emotivo determinato dal timore, fondato o infondato di perdere la persona amata nel momento in cui questa rivela affezione verso un’altra persona.

  • Gruppo: insieme di individui che interagiscono fra loro influenzandosi reciprocamente e che condividono, più o meno consapevolmente, interessi, scopi, caratteristiche e norme comportamentali.

  • Identificazione proiettiva: Tendenza a mettere parti di se, emozioni, angoscia, dentro l’altro, e non sopra l’altro come nella proiezione.

  • Impotenza: termine utilizzato in un’accezione generale che S. Freud chiama stato di impotenza, e in un’accezione specifica che si riferisce all’impotenza sessuale.

  • Imprinting: forma di apprendimento per impressione percettiva. Il termine è stato ripreso da Lorenz per segnalare quel fenomeno per cui dei nidiacei, appena usciti dal guscio, seguono il primo oggetto che vedono in movimento comportandosi nei suoi confronti come con la madre.

  • Impulso: termine che rende il tedesco Antrieb, e va distinto dal termine pulsione, in tedesco Trieb, che trova il suo impiego nella psicologia del profondo, e dal termine istinto, in tedesco Istinkt, nell’accezione in cui viene usato in psicologia.

  • Inconscio: termine che trova impiego come aggettivo per qualificare i contenuti non presenti alla coscienza, e come sostantivo per indicare una zona dello psichico. Questo concetto è centrale in tutte le psicologie del profondo per le quali i contenuti della coscienza non sono originari, ma derivati da processi che, in quanto sfuggono alla coscienza e sono ad essa antecedenti, sono detti “inconsci”.

  • Infarto: necrosi locale nel tessuto di un organo provocata da un insufficiente o cessata circolazione sanguigna in un vaso arterioso terminale.

  • Innamoramento: definito “amore allo stato nascente” come vuole l’espressione di F. Alberoni, l’innamoramento è considerato da S. Freud una forma di idealizzazione che trae spunto da tendenze sessuali più o meno efficacemente rimosse.

  • Ipertensione: aumento eccessivo della pressione di un liquido o di un gas, in un sistema organico, l’alta pressione arteriosa è riferita all’alta pressione sanguigna.

  • Ipofisi: ghiandola endocrina  a secrezione interna, situata sotto la base dell’encefalo, è considerata la ghiandola guida del sistema endocrino: produce ormoni che sono diretti verso altre ghiandole per influenzarne la produzione di ormoni.

  • Insonnia: detta anche agripnia, l’insonnia si manifesta nella difficoltà ad addormentarsi per uno stato di stanchezza e di bisogno fisiologico di à sonno.

  • Introiezione: processo per cui viene incorporata nel sistema dell’Io la rappresentazione mentale di un oggetto esterno, per cui il rapporto dell’Io con l’immagine dell’Io introiettato.

  • Introspezione: osservazione dei contenuti psichici. Si distingue un’introspezione simultanea in cui l’osservazione avviene contemporaneamente al compiersi dell’evento psichico, e un introspezione retroattiva in cui i fatti psichici vengono esaminati dopo il loro svolgimento.

  • Invidia: sentimento di ostilità e rancore per chi possiede qualcosa che il soggetto invidioso desidera, ma non possiede. In ambito psicoanalitico questo sentimento è stato considerato in contesti differenti da S. Freud e da M. Klein.

  • IO, ES, SUPER-IO (EGO): Sono le tre parti in cui è divisa la psiche umana.
    L’Io è la coscienza, è la struttura che regola gli istinti e lì riporta alla realtà quotidiana e permette alla persona di non lasciarsi dominare dall’istinto e di tenere conto anche dall’ambiente in cui vive. E’ una sorta di mediatore tra l’Es che mira un soddisfacimento irrazionale e assoluto e la realtà esterna.
    L’Es (in tedesco è il pronome neutro di terza persona singolare omologo al latino id) è la parte istintiva della mente, governata dal piacere e legata al corpo, agli istinti primordiali e alla sessualità.
    Il Super-io (o ego) è la parte della psiche che prende forma ai modelli e agli ideali della società, che vengono appresi da bambino per mezzo dei genitori, attraverso ricompense e punizioni. Rappresenta la censura morale della coscienza, l’interiorizzazione dell’autorità esterna (padre, leggi, valori, ideali), l’insieme dei divieti sociali come costrizione e impedimento alla soddisfazione del piacere.

  • Ipocondria: detta anche patofobia, è una preoccupazione immotivata per le proprie condizioni di salute, accompagnata da disturbi fisici e stati di angoscia e depressione. Nel soggetto si verifica un ritiro della libido dal mondo esterno con conseguente concentrazione della stessa su di sé e sull’organo interessato.

  • Isteria: classe di nevrosi che manifesta quadri clinici tra loro differenziati, caratterizzati da sintomi fisici senza base organica e riconoscibili da comportamenti i quali suggeriscono che i sintomi svolgono funzioni psicologiche che la psicoanalisi, la psichiatria, e la fenomenologia hanno cercato, nei rispettivi linguaggi, di evidenziare.

  • Istinto: risposta organizzata, tipica di una data specie, filogeneticamente adattata a una determinata situazione ambientale.

  • Janet Pierre (1859-1947) Neurofisiologo, filosofo e professore di psicologia sperimentale al College de France, Janet fù un pioniere delle psichiatria psicodinamica. Egli è noto per le sue decrizioni delle caratteristiche cliniche dell’isteria e per l’uso del trattamento catartico. Influenzato dall’insegnamento di Charcot assunse a concetto fondamentale della sua psicopatologia la “psicastenia”, una debolezza della funzione integrativa superiore del cervello che predispone alla NEVROSI. Egli riteneva che il trattamento avrebbe fornito una stimolazione e fra i metodi che adoperò vi furono l’ipnosi, la suggestione, la discussione e l’orientamento volto alla “rieducazione”.

  • Jung, Carl Gustav (1875-1961) I contributi dati alla teoria della personalità da parte dello psichiatra svizzero Carl Gustav Jung si svilupparono in un arco di tempo di oltre cinquant’anni, per poi essere raccolti nei venti volumi della sua opera omnia (1953-79). In nessuno di questi volumi, tuttavia, si affronta in modo sistematico la cosiddetta teoria Junghiana, né alcuno di questi volumi presenta l’intera teoria in maniera coincisa. Il compito di sistematizzare il lavoro di Jung è stato lasciato da altri studiosi.
    Il precoce interesse che Jung mostrò verso lo studio della personalità nacque dal suo tentativo di capire il rapporto dinamico tra i processi consci e quelli inconsci. Questo studio lò portò ad operare insieme a Sigmund FREUD durante la prima fase di sviluppo della psicoanalisi come teoria della personalità e come terapia. Il suo distacco della scuola psicoanalitica fondata da Freud, dopo cinque anni di intensa partecipazione, fu causato dalla sua discordanza sulla teoria pansessuale freudiana, impiegata come fonte di spiegazione delle origini dello sviluppo della personalità, e dalla riluttanza da parte di Freud a tentare un approccio agli strati più profondi dell’inconscio, che questi temeva potessero venire associati a teorie di tipo mistico. La pubblicazione nel 1912 del libro di Jung, Trasformazioni e simboli della libido, proclamò il suo distacco dalle file psicoanalitiche e diede così inizio ad una strada di ricerca tortuosa e solitaria che ricevette credito e consensi solo quando Jung era ormai in tarda età.
    Da un punto di vista strutturale, Jung descrisse la personalità come formata da due regni dinamici ed interagenti: il conscio e l’inconscio. All’interno della coscienza delineò due strutture: l’ego e la persona. L’ego è il centro de campo conscio, l’Io è la fonte della percezione individuale dei concetti di identità e continuità. Attorno all’ego si sviluppa la persona, la “faccia verso il mondo”, l’insieme dei ruoli individuali, gli atteggiamenti e i comportamenti tramite i quali un soggetto si presenta al mondo in risposta alle richieste avanzate dalla società. L’ego, alleato alla persona per necessità, deve controllare che non si verifichi una sovraidentificazione di questa maschera pubblica a scapito dell’espressione delle spinte derivanti dall’inconscio. Jung divise l’inconscio in aspetti personali e collettivi. L’inconscio personale consiste per lo più in esperienze che sono state vagamente inconsce o troppo dolorose per essere conservate all’interno dell’immagine della persona.
    Nel suo classico volume Tipi psicologici (1933), Jung cercò di dare ordine alla diversità presentata dalle differenze individuali della personalità, delineando un modello concettuale che includesse due atteggiamenti basilari e quattro funzioni psicologiche essenziali comuni all’umanità.
    (Fonte: Dizionario Enciclopedico del sapere – Editori Laterza – R.Harrè, R. Lamb, L. Mecacci – 1992).

  • Klein, Melanie:  fu allieva e seguace di Freud. Intorno al 1919, quando cominciò a lavorare, la teoria psicoanalitica era già notevolmente evoluta e la concezione freudiana dello sviluppo psichico poteva considerarsi per alcuni aspetti completa.
    Melanie Klein nacque a Vienna nel 1882. Suo padre, Moriz Reizes, veniva da una famiglia ebraica di stretta osservanza; i suoi genitori decisero che sarebbe diventato rabbino. Il padre morì nel 1914. Nacquero dal matrimonio quattro figli, Melanie era la minore.
    A quattordici anni Melanie decise di andare all’Università e di studiare Medicina. Per arrivarci doveva passare dal lyceum, dove l’insegnamento era piuttosto superficiale, al gynnasium, che preparava alla maturità e dava l’accesso all’università. Melanie si sposò a ventuno anni e per molto tempo visse con il marito in piccole città della Slovacchia, e poi della Slesia. La sua vita cambiò completamente quando, nel 1910, suo marito ebbe un lavoro a Budapest.
    Melanie iniziò a studiare la psicoanalisi infantile, praticarla, dare dei contributi a questa scienza divenne la passione dominante della sua vita. In quel periodo iniziò ad analizzare i bambini.
    Nel 1917 fu presentata a Freud a un Convegno delle Società psicoanalitiche austriaca e Ungherese. Nel 1919 lesse alla Società psicoanalitica ungherese il suo primo saggio “Lo sviluppo di un bambino” e, proprio grazie a questo lavoro, divenne membro della Società psicoanalitica di Budapest.
    Dopo varie esperienze, tra vari analisti come Karl Abraham e Ferenczi, si arriva all’anno 1925, dove la Klein tenne sei conferenza, da cui trasse poi la parte iniziale del suo libro “La psicoanalisi dei bambini”: quelle tre settimane in cui tenne le conferenze, le considerò uno dei periodi più felici della sua vita.
    Nel 1926 Melanie Klein si stabilì in Inghilterra, dove doveva rimanere fino alla morte.
    Quando nel 1927, Melanie Klein si stabilì a Londra, la sua tecnica di analisi infantile, che ella chiamò analisi del gioco, era ormai completamente elaborata.
    Dal 1927 al 1960, ha continuato a scrivere saggi ed opere, come ad esempio “invidia e gratitudine”, poi “Sullo sviluppo dell’attività psichica”.
    Continuò a frequentare regolarmente gli incontri della Società Britannica e partecipò attivamente alle discussioni.
    Negli ultimi anni della sua vita si dedico a pieno sull’opera “L’analisi di un bambino”, e si disse fortunata per averlo potuto portare a termine prima di morire e, quando andò in ospedale per il male da cui non sarebbe guarita, si fece mandare le bozze e l’indice, e quando si sentiva abbastanza bene per poterlo fare, si occupò della revisione.
    Verso la fine dell’estate del 1960 aveva cominciato a sentirsi molto spossata e malandata. La causa dei suoi malesseri non fu individuata. Una volta sistemata in ospedale, si sentì più sollevata e sperava di rimettersi; aveva molti progetti per il futuro e l’idea di morire non le piaceva affatto; nello stesso tempo però era consapevole e fece tutti i preparativi in vista della morte.
    L’operazione andò bene, non c’erano metastasi. Ma pochi giorni dopo l’operazione, ebbe un’altra emorragia e dopo poche ore morì. Nonostante l’età e la gravità del male, la sua morte stupì e impressionò tutti. Era stata tanto attiva fino all’ultimo momento, così presente e in continua comunicazione con gli amici, i familiari e il gruppo degli psicoanalisti, che la sua morte sembrò a tutti inaspettata e prematura.

  • Lapsus: E’ un errore linguistico-verbale, apparentemente casuale e privo di senso che si compie inconsciamente. E’ un impulso che sfugge al controllo della ragione. Esprime pensieri e intenzioni reali che altrimenti la censura, legata alla coscienza vigile, rimuoverebbe.

  • Libere Associazioni: All’inizio del suo lavoro psicoanalitico, Freud chiedeva ai pazienti di dire qualsiasi cosa venisse in mente. Come risultato, molti restavano in silenzio e si mostravano incapaci di associare liberamente.

  • Malattia: complesso di alterazioni morfologiche e funzionali di una o più parti di un organo o dell’intero organismo.

  • Meccanismi di difesa: operazioni psichiche messe in atto dall’Io per difendersi da situazioni di angoscia. Possono essere diverse e diversamente combinarsi tra di loro, dando luogo a specifiche formazioni psiconevrotiche. Pur essendo presenti diversi meccanismi difensivi in ogni specifica psiconevrosi, per lo più è uno specifico che la connota: per esempio nell’isteria il meccanismo della conversione.

  • Medicina: scienza che studia, riconosce, cura e previene le malattie organiche.

  • Memoria: Un terapeuta psicodinamico che possiede nozioni derivate dall’area delle neuroscienze cita raramente “l’inconscio” e parla piuttosto di rappresentazioni o funzioni mentali inconscie; sa anche che i ricordi vengono immagazzinati in modelli diversi a seconda del tipo di conoscenza coinvolta.

  • Memoria Dichiarativa e Procedurale: La prima, riguarda i fatti e le conoscenze generiche, mentre la memoria procedurale riguarda abilità. In entrambi questi tipi di memoria si possono inoltre distinguere in forma “esplicita” e una forma “implicita”, termini che si riferiscono alle modalità con cui vengono espressi o richiamati i ricordi, in presenza o in assenza di consapevolezza conscia. (Gabbard 2002).

  • Menopausa: fase della vita della donna caratterizzata dalla cessazione definitiva delle mestruazioni con la conseguente perdita della fertilità.

  • Narcisismo: amore per la propria immagine. Il termine fu introdotto da H. Ellis e da P. Nacke nel 1898 per indicare quella perversione sessuale in cui l’oggetto preferito dal soggetto è il proprio corpo. In ambito psicoanalitico S. Freud ha operato una distinzione tra le seguenti forme di narcisismo: primario e secondario. Il primo è concepito come uno stadio intermedio tra autoerotismo e allo erotismo, in cui il bambino investe tutta la sua libido su se stessa prima di rivolgerla ad oggetti esterni. Il secondo è caratterizzato da un ripiegamento sull’Io della Libido sottratta ai suoi investimenti oggettuali.

  • Negazione: è trasformare quello che è in quello che non è. E’ il meccanismo tipico dell’invidia.

  • Neurotrasmettitore: sostanza chimica liberata da un neurone, che serve alla trasmissione dell’impulso nervoso, mediando la trasformazione dell’impulso elettrico in contrazione muscolare.

  • Nevrosi: disturbo psichico senza causa organica i cui sintomi sono interpretati dalla psicoanalisi come espressione simbolica di un conflitto e che ha le sue radici nella storia del soggetto e che costituisce un compromesso tra il desiderio e la difesa.

  • Obesità: eccessivo accrescimento di peso dovuta a sovrabbondanza di tessuto adiposo.

  • Omosessualità: detta anche inversione, l’omosessualità è l’inclinazione dell’interesse sessuale verso individui appartenenti al proprio sesso.

  • Orgoglio: consapevolezza del proprio valore e delle proprie possibilità che, quando è contenuta nei giusti limiti, rafforza l’autostima e facilita l’assunzione di responsabilità.

  • Ormone: sostanza elaborata dalle ghiandole endocrine, con la proprietà di stimolare le funzioni cerebrali di vari organi e di regolare l’equilibrio di alcuni processi vitali, come l’accrescimento, lo sviluppo psichico e i processi metabolici.

  • Ossessione: termine derivante dal latino obsidere che significa assediare, bloccare, occupare che descrive la condizione di chi è ostacolato dal bisogno insopprimibile di compiere determinati atti o di astenersi ad altri, o è costretto a trattenersi con pensieri o idee particolari non è in grado di evitare, ripetendo indefinitivamente questo obbligo a cui non riesce a sottrarsi e di cui non riesce neppure ad appagarsi.

  • Panico: episodio acuto d’ansia caratterizzato da tensione emotiva e terrore intollerabile che ostacola un’adeguata organizzazione del pensiero e dell’azione. Il panico, che può associarsi a fenomeni di depersonalizzazione e di derealizzazione, è accompagnato da turbe vegetative quali ipersudorazione, pallore, palpitazioni, dispnea e tremore.

  • Paranoia: parola greca gia impiegata da Eschilo, Euripide e Platone come sinonimo di follia. Il suo significato si precisò con la psichiatria ottocentesca che la definì come la psicosi caratterizzata da un delirio più o meno sistematizzato centrato su temi di persecuzione, grandezza o gelosia.

  • Paura: emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia. La paura è spesso accompagnata da una reazione organica, di cui è responsabile il sistema nervoso autonomo, che prepara l’organismo alla situazione d’emergenza disponendolo, anche se in modo non specifico.

  • Personalità: insieme di caratteristiche psichiche e modalità di comportamento che, nella loro integrazione, costituiscono il nucleo irriducibile di un individuo che rimane tale nella molteplicità e diversità delle situazioni ambientali in cui si esprime e si trova a operare.

  • Preconscio: termine utilizzato da S. Freud nel designare la prima topica dell’apparato psichico dove il preconscio, come sostantivo, designa un sistema siglato Prec., distinto dall’Inconscio e dalla coscienza, pur rimanendo in linea di diritto accessibile, come ad esempio nel ricordo. Nella seconda topica il termine preconscio compare solo come aggettivo. Il preconscio è separato dall’Inconscio da una censura che cerca di interdire ai contenuti inconsci l’accesso al preconscio, ed è separato dalla coscienza da un’altra censura il cui compito non è di interdizione, ma di selezione.

  • Presunzione: E’ un aspetto del carattere che connota un’eccessiva sicurezza delle proprie convinzioni senza verificarne la veridicità. Sui dizionari etimologici della lingua italiana, questo termine deriva dal latino “presumptus”, che significa, giudizio fondato su indizi o principi di prova: che si suppone vero fino a prova contraria.
    Secondo “Galimberti” la “presunzione” è un termine che può riferirsi o al tipo di giudizio formulato su semplici indizi o sulla supervalutazione delle proprie qualità e delle proprie azioni.

  • Proiezione: termine derivato dalla geometria dove indica la corrispondenza, punto per punto, tra una figura nello spazio e una figura piana; ha diversi usi a seconda dell’ambito disciplinare in cui è adottato, e un suo significato specifico in psicoanalisi dove indica l’operazione attraverso cui un soggetto localizza fuori di sé, in persone o cose, ciò che rifiuta o non riconosce come proprio.

  • Psicologia dinamica: denominazione che raggruppa quelle correnti psicologiche che valorizzano i meccanismi psicogenetici che sono alla base della costruzione psichica dove si esprimono e si compensano forze diverse. Il termine è stato introdotto da S. Freud per caratterizzare l’indirizzo delle sue ricerche. Il Modello concettuale psicodinamico ha improntato aree di ricerca in psicologia sociale, dagli studi sulla dinamiche di gruppo a partire da K. Lewin fino alle più recenti analisi delle istituzioni.

  • Psiconeuroimmunologia: disciplina scientifica che studia le interdipendenze tra psiche, sistema nervoso, endocrino e immunitario.

  • Psicopatologia: disciplina psicologica che indaga nella prospettiva dello sviluppo psichico, anziché delle cause organiche, il funzionamento anormale dell’attività psichica mirando a individuarne in forma sistematica, le cause specifiche. Era una branca della psichiatria e quindi apparteneva alla Medicina che piuttosto che alla psicologia, allora caratterizzata ancora da un’impronta filosofica.

  • Psicosi: termine psichiatrico, adottato anche dalla psicoanalisi, per indicare condizioni psicologiche le cui caratteristiche consentono di differenziare le psicosi dalle nevrosi e dalle psicopatie.

  • Psicosomatica: ramo della disciplina che si occupa delle ripercussioni dei fenomeni psichici sull’organismo.

  • Psicoterapia: processo interpersonale, consapevole e pianificato, volto a influenzare disturbi del comportamento e situazioni di sofferenza con mezzi prettamente psicologici, per lo più verbali, ma anche non verbali, in vista di un fine elaborato in comune, che può essere la riduzione dei sintomi o la modificazione della struttura della personalità, per mezzo di tecniche che differiscono per il diverso orientamento teorico a cui si rifanno. Il campo della psicoterapia è così vasto da richiedere, per potersi orientare, dei criteri di suddivisione che sono: il criterio del metodo, del destinatario e del fine perseguito.

  • Regressione: ritorno a una fase precedente dello sviluppo o del funzionamento al fine di evitare i conflitti e le tensioni associati al livello di sviluppo presente.

  • Resistenza: rappresenta il fulcro del lavoro quotidiano del terapeuta a orientamento dinamico. Accompagna il trattamento a ogni passo; ogni singola associazione, ogni atto della persona in trattamento deve fare i conti con la resistenza, e rappresenta un compromesso tra le forze tendenti alla guarigione e quelle che si oppongono a essa (Freud, 1912).

  • Rimozione: eliminazione di idee o impulsi inaccettabili attraverso un blocco del loro accesso alla coscienza. A differenza del diniego, che coinvolge dati sensoriali esterni, la rimozione è rivolta a stati interni.

  • Salute: insieme di condizioni fisiche, organica o funzionale come segno caratteristico di una malattia.

  • Schizofrenia: termine psichiatrico coniato da E. Bleurer per designare una classe di psicosi endogene funzionali, a decorso lento e progressivo, la cui unità era già stata individuata da E. Kraepelin sotto il titolo di “dementia precoce”. Introducendo il termine schizofrenia Bleurer intende mettere l’accento sul tratto considerato tipico della schizofrenia che è la dissociazione in parte reciprocamente indipendenti della vita psichica.

  • Schizoide: termine che è stato introdotto da: 1) Bleurer in riferimento ai soggetti che presentano una scissione tra le funzioni emotive e quelle intellettive, in cui Bleurer individuava uno dei tratti tipici della schizofrenia. 2) Successivamente fu adottato da E. Kretschmer per indicare il tipo psicologico con i tratti caratteristici della schizofrenia che in caso di psicosi sviluppa più facilmente la schizofrenia che la psicosi maniaco-depressiva a cui invece è predisposto il ciclotimico. 3) M. Klein usa l’espressione “schizoparanoidea” per indicare una posizione, nello sviluppo lipidico, caratterizzata dalla scissione dell’oggetto in “buono” e “cattivo” con introiezione degli oggetti buoni e proiezione di quelli cattivi. 4) Fairbairn chiama “schizoide” la posizione che la Klein che aveva chiamato schizoparanoidea e la descrive come quella esperienza della prima infanzia in cui il bambino interpreta la frustrazione come prova che il suo amore è distruttivo.

  • Sistema Immunitario: l’insieme di tutte quelle particelle del corpo umano addette alla difesa dell’organismo dell’attacco di virus, batteri patogeni, tossine e da tutte le sostanze riconosciute come nocive da un proprio meccanismo di riconoscimento specializzato.

  • Sistema nervoso: l’insieme costituito da encefalo, midollo spinale e nervi.

  • Sessualità: complesso di caratteri fisici, funzionali, psichici e culturali atti alla perpetuazione della specie. Nell’uomo l’atto sessuale si manifesta come un fenomeno molto complesso dove, accanto all’espressione genetiche, alla funzionalità endocrina e nervosa, si aggiungono componenti psicologiche individuali e norme culturali che influenzano in maniera diversa il vissuto e la condotta sessuale di ciascun individuo.

  • Sonno: stato fisiologico caratterizzato da un’interruzione dei rapporti sensoriali e motori che legano l’organismo al suo ambiente, e possibile di modificazioni in seguito a stimolazioni adeguate.

  • Terapia:  branca della scienza che tratta della cura della malattia.

  • Test: reattivo psicologico impiegato per ottenere una misurazione obiettiva e standardizzata che consenta di analizzare le differenze fra le reazioni psichiche di più individui o le reazioni psichiche dello stesso individuo in diversi momenti o condizioni. La standardizzazione del test implica una uniformità di procedura affinché sia possibile la comparazione fra i diversi punteggi del medesimo individuo o di più individui.

  • Transfert: detto anche traslazione, il transfert designa in generale la condizione emotiva che caratterizza la relazione del paziente nei confronti dell’analista, e in senso specifico il trasferimento sulla persona dell’analista delle rappresentazioni inconscie proprie del paziente. Il transfert dell’analista sul paziente è comunemente denominato controtransfert.

  • Trauma: parola greca che significa “ferita” “lacerazione”. Il termine è impiegato in medicina somatica dove indica le lesioni provocate da agenti meccanici la cui forza è superiore alla resistenza dei tessuti cutanei o degli organi che essi incontrano; in neuropsichiatria dove indica una lesione dell’organismo psichico per effetto di eventi che irrompono bruscamente in modo distruttivo; in psicoanalisi dove la nozione di trauma è oggetto di una specifica teoria.

  • Tumore: alterazione morbosa di un organo, caratterizzata dall’aumento del suo volume, tumore benigno: formazione ormonale di un nuovo tessuto che resta localizzata nella sede di sviluppo; tumore maligno: formazione anomala tendente a invadere i tessuti circostanti alla sede di sviluppo, distruggendoli.

  • Umorismo: consiste nel trovare elementi cronici e/o ironici in situazioni difficili al fine di ridurre un senso di disagio o affetti spiacevoli. Permette inoltre di mantenere una certa distanza e obiettività rispetto agli eventi, e quindi di riflettere su quanto sta succedendo.

  • Valutazione: la valutazione iniziale, che consente di selezionare i pazienti realmente idonei a intraprenderla: è il trattamento che deve essere sempre adattato al paziente, e non viceversa. La valutazione di tale idoneità inizia con un primo colloquio in cui i pazienti viene chiesto di di raccontare la loro storia liberamente, a modo loro. Per il terapeuta i colloqui iniziali hanno come scopo essenziale quello di definire in accurata diagnosi psicodinamica, non quello di fornire trattamento.

  • Winnicott, Donald Woods (1896-1971) Pediatra e psicoanalist, lavorò nell’Ospedale Paddington Green di Londra. Winnicott è stato uno dei principali teorici della psicoanalisi infantile assieme ad Anna Freud e Melanie Klein. Ha introdotto concetti divenuti fondamentali, come quello di “holding” e di “oggetto transizionale”. Nella terapia Winnicott introdusse la tecnica dello scarabocchio, in cui l’analista e il bambino, a turno, scarabocchiano su un foglio facilitando l’emergere dei problemi psichici del bamnbino stesso. (Dal vocabolario “Mecacci” Enciclopedia del Sapere)

  • Wundt, Wilhelm (1832-1920) Filosofo, fisioologo, psicologo delle Università di Heidelberg e (dal 1875) di Lipsia. Dopo la Laurea in Medicina Wundt si recò ad Heidelberg per compiere tecniche sulla fisiologia e successivamente esperimenti specificatamente psicologici, sulla base dei quali elaborò la sua concezione di una nuova psicologia scientifica legata alla fisiologia. Come professore di filosofia a Lipsia egli divenne il celebre promotore della psicologia come disciplina autonoma e scientifica, fondò il prototipo di istituto psicologico basato sul laboratorio, scrisse importanti trattati e manuali, pubblicò riviste, e attirò un gruppo internazionale di studenti, la scuola wundtiana. (Dal Vocabolario “Mecacci” Enciclpedia del Sapere).

  • Zone Libidiche: All’inizio la teoria psicoanalitica prevedeva una comprensione dello sviluppo basata sulle zone libidiche. Secondo tale teoria la libido o pulsione sessuale del bambino è legata alle origini corporee orale, anale e fallica. Il bambino entra quindi in una fase edipica in cui desidera essere l’oggetto d’amore esclusivo del genitore del sesso opposto. Questa fase è associata a una acuta consapevolezza dell’esistenza di un complicato triangolo formato dalle figure della madre, del padre e del bambino. La costellazione edipica negativa descrive invece il desiderio del bambino nei confronti del genitore dello stesso sesso, mentre il genitore di sesso opposto è visto come un rivale. Nel corso dello sviluppo si osservano tipicamente temi edipici sia positivi sia negativi. (Gabbard 2005).